La provincia ha pubblicato un nuovo bando per “la diffusione di una cultura del consumo consapevole”
http://www.provincia.roma.it/sites/default/files/20110610BANDOpubbl.pdf
Vorrei discuterne qui in questo gruppo aperto perchè questa volta la questione comprende realtà anche diverse dai gas.
La prima differenza che salta agli occhi è appunto l’apertura alle “botteghe del mondo” e agli “orti urbani”.
All’articolo 3 questa volta cercano di essere più chiari su chi può partecipare.
Basta essere un’associazione: non devi fare “consumo consapevole” come associazione, basta esistere da almeno un anno e operare nella provincia di Roma. Quindi può partecipare in teoria anche l’associazione casapound, o l’associazione per la ricerca sul cancro, o l’associazione bucatini e porchetta se propongono un progetto di “consumo consapevole”: l’impressione è che non sapendo bene come fare a capire chi includere, hanno deciso di non escludere nessuno.
Addirittura ora sono anche incluse le attività a scopo di lucro, basta che non chiedano questi fondi per la loro attività principale di lucro.
Poi possono partecipare i gruppi di acquisto se già associazioni o gas informali appoggiati da una associazione nel cui statuto vi è il “consumo consapevole”. Ma quale associazione ha questo nello statuto se non è appunto un gruppo di acquisto?! Questo taglia quindi in pratica fuori dalla partecipazione i gruppi di acquisto informali che l’altra volta potevano appoggiarsi ad un’associazione generica. Beh, questa volta comunque potrà partecipare semplicemente l’associazione alla quale si appoggiavano i gas informali: tanto per togliere di mezzo – di fatto – i gruppi di acquisto informali, che ora non potranno nemmeno più partecipare nemmeno sulla carta.
“i gruppi di acquisto/Associazioni, così come sopra descritti, che si appoggino a realtà del tipo: botteghe del mondo o cooperative, che già gestisca un negozio od uno spaccio aperti al pubblico”
Incomprensibile. Sopra descritti DOVE?! Quale intenderanno delle tre descrizioni sopra?! Se intendo i gruppi di acquisto che si appoggiano a botteghe del mondo, che senso ha fare questa distinzione? Se tali gruppi di acquisto sono già associazioni, rientrano nella seconda categoria. Se sono informali, devono essere appoggiati (formalmente? cioè nel presentare la domanda?) dalle botteghe del mondo o dalle cooperative?! Non vorrei essere nei panni di questi gas perchè proprio non capisco!
Poi possono partecipare le “botteghe del mondo”. Ma che vuol dire? Una bottega del mondo è un negozio in cui vengono venduti dei prodotti equo-solidali. Giuridicamente può partecipare un negozio?! Le botteghe sono rette da associazioni, cooperative, o anche altro, già incluse nelle categorie precedenti. O se una cooperativa ha più botteghe del mondo può partecipare con tante botteghe quante ne ha?! Boh boh boh.
Nell’articolo 4 almeno tentano di chiarire che non sono ammissibili spese per beni materiali e duraturi, che era implicito nell’altro bando, nel senso che lo sapevano solamente loro. Ora si dice chiaramente: questi soldi servono per fare cultura e promozione, non per acquistare materiali che vi dureranno. Alla faccia del riciclo-riuso, viva la temporaneità!
Grande novità, invio tramite raccomandata!
Per il resto mi sembra tutto uguale all’anno scorso.
Chi parteciperà, e come?
Commenti recenti